Daniele Cherubini

Dottore Commercialista | Excel Expert | Founder & CEO LF

Come valutare la profittabilità di un investimento - Pt. 3

   Finora abbiamo analizzato la possibilità di valutare un progetto di investimento attraverso la semplice tecnica del Periodo di recupero e, dopo una breve esemplificazione sul valore finanziario del tempo, attraverso il metodo del VAN.

   Vediamo ora l’ultimo metodo: il calcolo del Tasso Interno di Rendimento.

   Questo metodo è piuttosto semplice da interpretare in un’ottica valutativa, in quanto racchiude in un unico valore il giudizio sulla bontà di un investimento in termini di redditività.

   Si è già accennato ad alcune analogie in termini di presupposti logici tra VAN e TIR: ebbene, il TIR è quel tasso di rendimento che rende il VAN pari a zero.

   In pratica, per calcolare il VAN abbiamo visto che:

  1. si quantificano i flussi di cassa in entrata durante gli anni di vita del progetto;
  2. si riporta il loro valore al tempo presente (attualizzazione);
  3. si calcola il VAN come somma di tutti i flussi, compreso quello in uscita relativo all’investimento iniziale.

   Invece, per calcolare il TIR il punto 1 resta fermo, mentre si invertono i punti 2 e 3, nell’ordine che segue:

  1. si quantificano i flussi di cassa durante gli anni di vita del progetto;
  2. si stabilisce che il VAN, cioè la somma di tutti i flussi, compreso quello in uscita relativo all’investimento iniziale, sia pari a zero;
  3. si calcola quel tasso (pari al TIR) che rende la somma di cui al punto precedente pari a 0.

   Quindi, riepilogando:

   Nel VAN:

  • il tasso è la variabile indipendente (cioè è nota)
  • il VAN è la variabile dipendente

   Nel TIR:

  • il VAN è la variabile indipendente (cioè è nota, e pari a zero)
  • il tasso è la variabile dipendente

   Tornando al nostro esempio, si avrà

   Guardando i risultati, contrariamente al metodo del VAN stavolta l’uso del TIR suggerisce che l’imprenditore dovrebbe optare per la soluzione A, ovvero per la riparazione dell’impianto.

   Ma com’è possibile che questi due metodi, VAN e TIR, entrambi più sofisticati del Periodo di recupero ed entrambi basati sulla stessa logica (seppure viste da angolazioni diverse), possano portare a risultati opposti?

   La spiegazione sta nella differente distribuzione dei flussi all’interno delle due serie, e muove sempre dallo stesso presupposto: il tempo è denaro!

   La prima serie di flussi, quella relativa all’ipotesi A, come si vede facilmente presenta valori decrescenti, ciò significa che i due valori più elevati (50.000) sono anche i più vicini nel tempo (anni 1 e 2), per cui il loro valore attuale avrà un impatto notevole sulla redditività; viceversa, i flussi con valore più basso sono anche i più lontani, di conseguenza il loro peso nel calcolo della redditività sarà marginale.

   Invece, la seconda serie di flussi, quella relativa all’ipotesi B, è fortemente penalizzata dall’avere come flusso più recente (anno 1) il valore più piccolo (30.000), mentre il valore più alto (100.000) è nell’anno 2, con il resto dei flussi diluito in parti uguali (70.000) nei tre periodi più lontani nel tempo.

   Supponendo per un momento che i valori della seconda serie di flussi (ipotesi B, acquisto nuovo impianto), siano anch’essi decrescenti (pertanto con i flussi maggiori più vicini nel tempo rispetto al periodo attuale) si nota come i nuovi valori del VAN e del TIR così calcolati conducano stavolta a valutazioni tra loro omogenee, convergendo entrambi in modo coerente tra loro nella scelta per la soluzione B, come risulta dalla tabella che segue in cui, rispetto alle precedenti, cambia solo la distribuzione dei flussi relativi a tale soluzione (evidenziata in rosso).

   In particolare la tabella mostra come, con questa nuova ridistribuzione dei flussi nell’ipotesi B (acquisto), utilizzando il metodo del Periodo di recupero continui a essere preferibile la soluzione A (riparazione).

   Al contrario, se si utilizzano i più evoluti metodi del VAN e del TIR, stavolta entrambi concordano nel prediligere la soluzione B, in quanto ritenuta in grado di creare più valore per l’azienda.

   La conclusione che si trae da questi esempi - volutamente estremizzati - è che ciascuno dei tre metodi descritti ha una sua ragione d’essere e che, pertanto, per poter prendere una decisione di investimento consapelvole è opportuno valutare l’intero progetto da più angolazioni, utilizzando i vari metodi a disposizione e analizzando in modo critico i risultati così ottenuti.

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