Daniele Cherubini

Dottore Commercialista | Excel Expert | Founder & CEO LF

Un modello evoluto per lo studio della redditività - Pt. 3

  In quest’ultima parte del nostro viaggio all’interno della redditività aziendale – e in particolare della redditività del capitale proprio –, cercheremo di fissare i concetti esposti nei due contributi precedenti con un caso concreto.

   Immaginiamo di essere interessati a una certa società Alfa Srl (in qualità di analisti esterni, o di consulenti, oppure di manager, ecc.), che presenta livelli di ROE decrescenti negli ultimi tre anni, e di gran lunga inferiori a quelli delle dirette concorrenti Beta Srl e Gamma Srl, il tutto come evidenziato nella seguente figura:

   Con i dati di bilancio alla mano, cerchiamo di capire cosa può essere successo alla Alfa Srl, in modo da individuare eventuali leve di intervento per riportare la redditività verso livelli più consoni al tipo di attività svolta.

   La figura seguente, estrapolata dal nostro software di analisi finanziaria LEAN CFO, mostra un prospetto riepilogativo con i principali dati di bilancio e con i 5 livelli di profondità di scomposizione del ROE, nell’ambito dell’analisi Dupont vista sino ad ora: 

   Come si vede agevolmente dall’analisi tabellare a più colori racchiusa nello screenshot sopra riportato, il ROE della Alfa Srl è passato dal 29,5% del 2020 al 21,2% del 2021, fino ad arrivare al 12,6% nel 2022, valore forse in assoluto soddisfacente, ma di certo non in linea con le performance del passato e delle società operanti nello stesso settore di attività, il che impone senz’altro all’analista esterno / consulente / manager alcune doverose riflessioni, per capire dove si annidano le criticità.

   A tal fine, e per non scendere troppo in profondità in questa sede, può essere sufficiente soffermarsi al 3° livello di analisi, quello evidenziato in rosso in figura e che vede il ROE come il prodotto tra un indicatore di redditività (il Profit margin), un indicatore di efficienza (il Turnover del capitale investito) e un indicatore del grado di leva finanziaria (il Moltiplicatore dell’Equity).

   Dallo schema, di immediata interpretazione, si ricava come la redditività sia scesa progressivamente dall’11,0% nel 2020 al 7,6% nel 2021 fino a crollare al valore di 4,8% nel 2022.

   Allo stesso modo, ma con variazioni meno importanti, l’efficienza è rimasta sostanzialmente invariata dal 2020 a 2021 (passando da 0,99 a 0,98), per poi scendere in modo deciso nel 2022 fino allo 0,87.

   Da questa prima rapida analisi, possiamo concludere che la nostra impresa Alfa Srl:

  • prima di tutto ha un problema di redditività della gestione operativa, cosa che è anche confermata osservando il ROS nel 4° livello di profondità, che negli anni oggetto di indagine passa dal 16,9% al 12,7% fino ad arrivare al 9,4%;
  • in secondo luogo ha anche un problema di efficienza, in quanto nel 2022 il capitale investito “viene recuperato” tramite i ricavi delle vendite solo 0,87 volte.

   Questi 2 effetti negativi per il ROE sono poi leggermente attenuati dall’aumento del ricorso al debito, come si evince dal terzo indicatore, il Moltiplicatore dell’Equity, che negli anni aumenta dal 2,71 al 2,85 fino a raggiungere il valore di 3,00.

   Come sì è visto in precedenza il ricorso al debito oneroso, incrementando l’effetto leva, incrementa anche la redditività del capitale proprio; tuttavia, questo è un aspetto molto delicato che va attentamente valutato e monitorato nell’ottica della sua sostenibilità in futuro, per non esporre la società a eventuali rischi finanziari, oltre all’inevitabile peggioramento del rating creditizio in termini di aumento del rischio di insolvenza.

   L’analisi Dupont sopra effettuata può anche essere rappresentata graficamente nel modo seguente attraverso l’albero Dupont, tratto sempre dal Software di analisi finanziaria LEAN CFO:

   La figura mostra in modo chiaro e puntuale il contributo di ciascun elemento nella determinazione del ROE, eseguendo in modo del tutto automatico una notevole mole di calcoli, praticamente azzerando la possibilità di errori e/o inesattezze nel calcolo stesso.

   Da ultimo, effettuiamo ora il confronto con le 2 società concorrenti, Beta Srl e Gamma Srl, ovviamente dopo avere recuperato i dati di bilancio anche di queste ultime.

   Il tutto è riepilogato nel solito prospetto di dettaglio:

   Anche in questo caso, nella nostra rappresentazione esemplificativa può essere sufficiente fermarsi al 3° livello di analisi, e da lì trarre le nostre conclusioni sul perché le due dirette concorrenti Beta Srl e Gamma Srl abbiano una redditività del capitale proprio rispettivamente doppia (23,4%) e tripla (36,9%) rispetto alla Alfa Srl.

   Se ne può dedurre che:

  • la redditività della gestione operativa delle due concorrenti è nettamente superiore a quella della società che stiamo analizzando, con Profit Margin del 9,5% per la Beta Srl e addirittura del 22,0% per la Gamma Srl, cosa che è ulteriormente confermata dall’andamento del ROS che si legge nel livello 4, che è del 15,0% per la Beta e addirittura del 34,1% per la Gamma, contro il 9,4% della società in esame;
  • a livello di efficienza, il primato spetta alla società Beta, che riesce a recuperare economicamente il capitale investito tramite i ricavi delle vendite per 1,56 volte, contro 1,16 della Gamma Srl e 0,87 della Alfa Srl, che anche sotto questo aspetto non regge il confronto con le dirette concorrenti;
  • a livello di leverage, le concorrenti possono contare su un ricorso al debito in misura inferiore (Moltiplicatore dell’Equity pari a 1,58 per la Beta e 1,44 per la Gamma, contro i 3,00 di Alfa!), il che se da un lato fornisce meno effetto leva alla redditività, dall’altro fa pensare che siano società in grado di generare un soddisfacente livello di cash flow, pertanto finanziariamente solide e, ovviamente, con un rating decisamente migliore.

   Da ultimo si vuol far riflettere – a completamento di questo breve viaggio all’interno della redditività dell’impresa – come queste analisi grafiche e tabellari (tutte tratte dal medesimo Software proprietario, ndA) rappresentate nelle figure precedenti, aiutino a individuare agevolmente a colpo d’occhio quali sono le dinamiche ritenute responsabili delle variazioni della redditività nel tempo (o tra competitor, se si effettua un’analisi settoriale), in modo da fornire un primo impulso concreto, una prima indicazione di massima da sviluppare poi con eventuali approfondimenti in merito a un particolare aspetto della gestione aziendale, per capirne le criticità più profonde così da iniziare un adeguato percorso di risoluzione di tali problematiche.

   Una volta inseriti i valori di bilancio, riclassificati come da schema IV Direttiva, il Software LEAN CFO è in grado di elaborare automaticamente – e in modo estremamente rapido, preciso e affidabile – la scomposizione del ROE nei vari livelli di profondità di analisi appena descritti, permettendo di indagare approfonditamente i driver della redditività, e le dinamiche gestionali che la influenzano.

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